Mi sono sempre piaciute, già da quando ero bambina.
Piccoli ricordi che arrivano dai viaggi che abbiamo fatto.
Alcune dalle gite scolastiche.
Ma anche tante regalate, da parte di chi ha fatto bei viaggi e sa che le adoro.
Ne abbiamo molte anche rappresentanti animali, casette e paesaggi.
Una manciata arrivano dalle uova di Pasqua e dai set delle vecchie merendine.
Alcune sono fatte a mano, da artigiani, in vetro o terracotta, e altre ancora persino fatte da me con magnete, colla a caldo e un oggettino a cui tengo.
Una di queste è fatta con un lettera di una vecchia auto a cui l'abbiamo staccata prima che fosse demolita.
L'auto delle prime vacanze, delle prime guide, delle canzoni cantate andando al lago... Quanti ricordi!
Le calamite mi fanno un po' l'effetto delle fotografie ma senza fare lo spoiler.
Il racconto che nasce dalle calamite ti obbliga a narrare e descrivere, e, ognuno nella sua mente, ne crea un'immagine, la sua.
In questi giorni in cui siamo chiusi in casa è stato bello riaprire le scatole in cui molte calamite erano riposte e guardarle, raccontare da dove arrivano e che storia hanno.
Consiglio di rivederle a tutti, per far vagare e sbizzarrire la mente, ma in particolare a chi ha bambini grandicelli, già capaci di verbalizzare, di chiedere e di non mettere tutto in bocca.
Un'attivita carina è quella di far scegliere ai bambini di casa quali attaccare al frigo e metterle in fila per creare una storia.
Un po' come se fossero sequenze.
Oppure scegliere le 3 o 4 più belle e fare il medeo delle calamite.
Altra idea ancora è cercare nell'album delle foto (cartaceo o digitale che sia) le foto di una specifica vacanza...
Tutto questo mi fa pensare che questi posti esistono ancora, sono lì, belli e silenzioni, in attesa di poter ancora esser visitati...