giovedì 1 ottobre 2015

Il piacere della lettura

Un buon libro, che sia su supporto cartaceo o digitale resta sempre un buon libro.
Tiene compagnia, è rilassante, incuriosisce, fa vivere "avventure" al lettore e consente di "viaggiare" con la fantasia e l'immaginazione.
In alcune storie, specie quelle per bambini sono persino presenti insegnamenti e piccole ma solide riflessioni.
Un recente studio condotto negli Usa (fonte citata a fine articolo) su 19 bambini in età prescolare (3-5 anni) ha cercato di far luce sul nesso fra lettura e attività cerebrale.
Mi spiego meglio: tramite l'utilizzo della risonanza magnetica funzionale (posto il link in coda all'articolo per chi volesse delucidazioni in merito) è stato possibile registrare l'attivazione di alcune aree specifiche del cervello di questi bambini mentre ascoltano una storia letta loro.
Le aree che risultano attive sono bello specifico quelle che si occupano della "creazione" delle immagini mentali, cioè il meccanismo che ci consente di avere nella nostra mente il film della storia durante la lettura o l'ascolto. Quindi si innesca la fantasia e si va verso la comprensione del linguaggio parlato in direzione di qualcosa sotto certi aspetti di più concreto ed elaborato.
Ma non solo, sembra infatti che durante l'ascolto di storie vengano attivate anche aree di supporto alla comprensione (per la precisione aree che entrano in gioco durante l'elaborazione  semantica del linguaggio).
Tutto ciò andrebbe a vantaggio di un miglior linguaggio orale e di una migliore acquisizione della lettura nella prima età scolare.
Quindi che dire, per l'ennesima volta emergono solo dati a favore della lettura, che sia per piacere o per necessità, che sia per curiosità o per passare il tempo è sempre una buona pratica e di aiuto per lo sviluppo e il mantenimento di abilità mentali di estrema importanza ed utilità.

Fonte: "Lettura e attività cerebrale" In Psicologia Contemporanea Sett. Ott. 2015, n. 251 pag. 36
Risonanza magnetica funzionale

giovedì 27 agosto 2015

L'Aggressività

L'aggressività spesso è un problema nei bambini più o meno piccoli che porta a reazioni poco controllabili e talvolta inaspettate.

Già dalla scuola dell'infanzia capita di vedere bambini arrabbiati e particolarmente reattivi in apparenza senza motivo.
Alla base di questo comportamento potrebbe esserci un errore cognitivo: ossia il bambino per "sbaglio" legge come ostile il comportamento di un altro bambino e reagisce di conseguenza.

Da parte dei genitori certo che sorge una certa preoccupazione e talvolta si sentono in difficoltà ma ricordiamoci che parlare, anche se con bambini che crediamo troppo piccoli per capire, è estremamente utile e importante, infatti li rassicura e fa sentire loro che noi siamo presenti e interessati, non siamo lì solo per un rimprovero.
Possiamo spiegare loro che non si fa, che non è giusto nei confronti dell'altro bambino che non voleva fare e non ha fatto nulla di male.
Inoltre è importante cercare di capire come si sia sentito e di rassicurarlo, aiutandolo a capire che la situazione non era ostile come è sembrata a lui e che con un approccio più morbido i giochi sono più belli, gli amichetti aumentano e lui è più tranquillo e sereno.
Anche una coccola può essere utile se ci ascolta ed è pronto a riceverla, soprattutto se appare dispiaciuto e sente che ciò che è accaduto non è una cosa "bella".
Dopo una bella esperienza invece si può aiutarlo a raccontarla, ricordando come è stato bello giocare "bene", in modo calmo e sereno in modo che impari anche a riconoscere i diversi approcci e le situazioni diventino familiari affinché possa essere più sicuro, perché spesso la percezione di ostilità è data da insicurezze che gli rendono difficile avvicinarsi con serenità all'altro.



L'errore cognitivo che spiega l'aggressività nei bambini


mercoledì 15 luglio 2015

Gentilezze in metro...

È veramente bello vedere attenzioni da parte delle persone intorno, che anche gli altri si preoccupano e che l'educazione non è stata perduta.

Sale sulla metro una donna in evidente stato di gravidanza e ben due persone si alzano per farla sedere: una donna e una giovane ragazza, la chiamano e sbracciano per attirare la sua attenzione.
Altro viaggio poco dopo e altra scena simile: donna in stato di gravidanza, con anche un bel paio di borse al seguito e un ragazzo straniero richiama la sua attenzione e gentilmente le cede il posto.

Sicuramente buona parte delle persone non si sono accorte della sua presenza, un'altra parte semplicemente "non ci ha pensato", altri si sono astenuti dall'offrire il proprio posto e altri ancora avrebbero voluto cederlo ma non potevano - come credo avrebbe desiderato fare la donna anziana a metà carrozza che guardava la scena con tenerezza.

Questi sono gli alti e bassi fra attenzione ed indifferenza, come se fossero tacche di un righello su cui un po' tutti noi ci collochiamo in base al contesto, ai bisogni e all'attenzione posta a ciò che è altro da noi.

Per l'ennesima volta mi sento di dire con un sorriso: Grazie Mondo!

mercoledì 24 giugno 2015

Bambini ed emozioni

Tutti sappiamo bene che nel momento in cui si entra in una stanza e c'è "aria di litigio" o comunque un'aria tesa viene percepita abbastanza chiaramente.
Talvolta non si capisce cosa ci sia che non va, ma si sa che c'è.
I bambini non sono da meno: anche molto piccoli percepiscono lo stato d'animo delle persone intorno a loro e nonostante non posseggano ancora un buon linguaggio la capacità comunicativa e di comprensione non è per nulla scarsa.
Certo che la vita di tutti i giorni ci pone di fronte a difficoltà e problemi e non è facile separare tutto ciò dai bambini.
Però è utile farlo per quanto possibile, trovando con loro il modo di avere un momento di relax e di distrazione dalla preoccupazione o dal malumore che farà senz'altro bene anche a noi.
In base all'età del piccolo, che spesso non vede l'adulto per molte ore e lo rivede a fine giornata, si ci può dedicare a delle coccole, una fiaba, una passeggiata o chiedergli semplicemente come è stata la sua giornata.
Avrà così la nostra attenzione ed entrambi avremo modo di entrare in relazione e di avvicinarci dopo una lunga giornata passata lontani.



Bambini e la tristezza

Compagnia a 4 zampe...

Riprendo un articolo che ho già pubblicato sul mio Blog "Psicologia, Benessere e Salute" e che ho molto a cuore.
Parla dell'importanza e dei vantaggi di aver avuto accanto un animaletto in tenera età, degli insegnamenti e delle capacità che aiuta a sviluppare:

"La pioggia umida e timida accarezza gli animi e rilassa le mente...
Io immagino il tuo naso umido che mi sfiora la mano per chiedermi una dolce carezza...
Ti penso e so che tu sarai per sempre nel mio cuore e nei miei pensieri...
Grazie per essere stato accanto a me per tutti questi anni e per avermi dato tante coccole vicino al divano, musate in cucina, sguardi affettuosi, corse e giochi sciocchi che solo noi capivamo, scodinzolate e ululate..."

Questa è una piccola dedica al mio caro amico peloso che ormai sono mesi che ci ha lasciato.
Come tutte le perdite è un dolore, ma quello che ci ha lasciato è speciale, un'esperienza di vita che, specialmente se fatta da bambini, risulta particolarmente significativa.
Certo che poi non c'è età per relazionarsi con un animale, non è mai tardi.
Penso che tutti debbano avere l'opportunità di crescere con un animale, di avvicinarsi a quella comunicazione priva di parole ma ricca di gesti, basata solo sulla fiducia e sugli sguardi, sull'emotività e sui sentimenti, sull'importanza del prendersi cura di un altro essere vivente e capire la responsabilità che un'altra vita in quanto tale richiede.
Ci sono anche altri benefici derivanti dalla convivenza con un animale domestico: stare a contatto con gli animali, infatti, ovviamente puliti e vaccinati, rafforza il sistema immunitario.

Credo pertanto che, se possibile, sia importante dare la possibilità ai propri figli e anche a noi stessi di godere della compagnia di un animale domestico, per amarlo, prenderci cura di lui e ricevere tutto ciò che in cambio sa darci.



Vivere con un cane o un gatto è un'educazione sentimentale
Bambini più sani con cani e gatti in casa
Bambini più sensibili e compassionevoli con cani e gatti in casa