Un buon libro, che sia su supporto cartaceo o digitale resta sempre un buon libro.
Tiene compagnia, è rilassante, incuriosisce, fa vivere "avventure" al lettore e consente di "viaggiare" con la fantasia e l'immaginazione.
In alcune storie, specie quelle per bambini sono persino presenti insegnamenti e piccole ma solide riflessioni.
Un recente studio condotto negli Usa (fonte citata a fine articolo) su 19 bambini in età prescolare (3-5 anni) ha cercato di far luce sul nesso fra lettura e attività cerebrale.
Mi spiego meglio: tramite l'utilizzo della risonanza magnetica funzionale (posto il link in coda all'articolo per chi volesse delucidazioni in merito) è stato possibile registrare l'attivazione di alcune aree specifiche del cervello di questi bambini mentre ascoltano una storia letta loro.
Le aree che risultano attive sono bello specifico quelle che si occupano della "creazione" delle immagini mentali, cioè il meccanismo che ci consente di avere nella nostra mente il film della storia durante la lettura o l'ascolto. Quindi si innesca la fantasia e si va verso la comprensione del linguaggio parlato in direzione di qualcosa sotto certi aspetti di più concreto ed elaborato.
Ma non solo, sembra infatti che durante l'ascolto di storie vengano attivate anche aree di supporto alla comprensione (per la precisione aree che entrano in gioco durante l'elaborazione semantica del linguaggio).
Tutto ciò andrebbe a vantaggio di un miglior linguaggio orale e di una migliore acquisizione della lettura nella prima età scolare.
Quindi che dire, per l'ennesima volta emergono solo dati a favore della lettura, che sia per piacere o per necessità, che sia per curiosità o per passare il tempo è sempre una buona pratica e di aiuto per lo sviluppo e il mantenimento di abilità mentali di estrema importanza ed utilità.
Fonte: "Lettura e attività cerebrale" In Psicologia Contemporanea Sett. Ott. 2015, n. 251 pag. 36
Risonanza magnetica funzionale
Tiene compagnia, è rilassante, incuriosisce, fa vivere "avventure" al lettore e consente di "viaggiare" con la fantasia e l'immaginazione.
In alcune storie, specie quelle per bambini sono persino presenti insegnamenti e piccole ma solide riflessioni.
Un recente studio condotto negli Usa (fonte citata a fine articolo) su 19 bambini in età prescolare (3-5 anni) ha cercato di far luce sul nesso fra lettura e attività cerebrale.
Mi spiego meglio: tramite l'utilizzo della risonanza magnetica funzionale (posto il link in coda all'articolo per chi volesse delucidazioni in merito) è stato possibile registrare l'attivazione di alcune aree specifiche del cervello di questi bambini mentre ascoltano una storia letta loro.
Le aree che risultano attive sono bello specifico quelle che si occupano della "creazione" delle immagini mentali, cioè il meccanismo che ci consente di avere nella nostra mente il film della storia durante la lettura o l'ascolto. Quindi si innesca la fantasia e si va verso la comprensione del linguaggio parlato in direzione di qualcosa sotto certi aspetti di più concreto ed elaborato.
Ma non solo, sembra infatti che durante l'ascolto di storie vengano attivate anche aree di supporto alla comprensione (per la precisione aree che entrano in gioco durante l'elaborazione semantica del linguaggio).
Tutto ciò andrebbe a vantaggio di un miglior linguaggio orale e di una migliore acquisizione della lettura nella prima età scolare.
Quindi che dire, per l'ennesima volta emergono solo dati a favore della lettura, che sia per piacere o per necessità, che sia per curiosità o per passare il tempo è sempre una buona pratica e di aiuto per lo sviluppo e il mantenimento di abilità mentali di estrema importanza ed utilità.
Fonte: "Lettura e attività cerebrale" In Psicologia Contemporanea Sett. Ott. 2015, n. 251 pag. 36
Risonanza magnetica funzionale